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STORIA DELL'
AGRICOLTURA:
ieri e oggi a confronto
IERI:
Nei tempi passati
gli uomini si accorsero facilmente che se un campo veniva sfruttato troppo,
seminandovi ogni anno lo stesso tipo di semi, dava raccolti sempre più
scarsi, fino a diventare improduttivo.
Allora inventarono il maggese, un sistema di coltivazione che prevedeva
la semina ad anni alterni: un campo veniva
seminato e, dopo la mietitura, veniva lasciato riposare per un anno.
Un sistema ancora più efficace fu la rotazione delle colture, basata sul
fatto che le piante per crescere prelevano dal terreno alcuni sali minerali
e ne cedono altri.
Un campo veniva coltivato, per esempio, per un anno a grano, per un altro
anno a legumi e il terzo anno ad erba medica.
I tre raccolti erano abbondanti perché ogni tipo di pianta utilizzava
i sali minerali lasciati nel terreno dalla pianta che l'aveva preceduta,
effettuando così una autoconcimazione.


OGGI:
Oggi vengono utilizzate molte sostanze per reintegrare ciò che i terreni
"perdono" per far crescere le piante:
- i concimi naturali (letame)
- i concimi chimici (composti
prodotti in laboratorio)

Nel corso della sua storia
l'umanità ha avuto 10.000 SPECIE DI PIANTE con cui cibarsi.
Oggi se ne coltivano solo 150 SPECIE mentre la maggior parte della popolazione
mondiale si alimenta con non più di 12 SPECIE.
CHE COSA E'
AVVENUTO?
Oggi, all'interno di un'azienda
agricola, si preferisce sostituire alla diversità della natura la coltivazione
di un numero limitato di piante.
CON QUALE RISULTATI
?
Oggi gli agricoltori preferiscono
praticare la monocoltura, cioè la produzione controllata di una sola specie
di pianta.
Praticando la monocoltura l'uomo ha semplificato la struttura dell'ambiente
riducendo la ricchezza di
forme viventi che caratterizza un ecosistema naturale. Nell'ecosistema
naturale una grande varietà di forme viventi garantisce la stabilità per
la comunità vivente. Le monocolture si sono rivelate ecosistemi vulnerabili
ai parassiti e alle malattie.
QUINDI:
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PREGI
Coltivare una sola specie di pianta (es.,granoturco o pomodoro….)
è un sistema certamente redditizio ma…
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DIFETTI
...la monocultura si è rivelata un ecosistema fragile, vulnerabile
all'azione dei parassiti e delle malattie.
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.
Un altro errore
dell'uomo, in agricoltura è stata
la
rivoluzione verde
Cioè i coltivatori
hanno seminato varietà di grano, riso e mais ad alto rendimento e hanno
ottenuto raccolti eccezionali (in alcuni paesi il raccolto del grano si
è addirittura raddoppiato), ma per giungere a questi risultati si è fatto
largo uso di sostanze chimiche,
I
FERTILIZZANTI
Inoltre, gli
agricoltori hanno dovuto usare anche gli
ERBICIDI
cioè altri veleni
che servivano a distruggere le erbacce che disturbavano la crescita di
questi cereali.

Ad un certo punto
l'uso intensivo degli erbicidi ha fatto nascere nuove e più resistenti
"supererbacce". Pensate un po', se ne contano circa 48 specie e nessuno
sa come distruggerle!

Anche gli insetti
resistono sempre più ai pesticidi ciò costringe i coltivatori ad usare
dosi massicce di sostanze tossiche per eliminarli.
A loro volta, i pesticidi, col passar del tempo, impoveriscono i terreni
e rischiano di compromettere gli stessi raccolti.
DANNI
SULL'UOMO E SULL'AMBIENTE
L'uso intensivo dei fitofarmaci
provoca:
- Inquinamento delle acque
- Inquinamento del suolo
- Danni nei confronti delle
specie utili all'uomo
- Danni all'uomo
inoltre...
Si è scoperto che i pesticidi causano gravi danni ai predatori che catturano
gli insetti nocivi.
L'uso indiscriminato delle sostanze chimiche ha provocato anche un rallentamento
dell'attività di impollinazione delle api.
COME RISOLVERE
QUESTI GRAVI PROBLEMI?
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